Utilizzare le tecnologie informatiche per lo sviluppo


Il tema del digital divide ricoprirà un ruolo centrale durante il WSIS. Tuttavia, perché evitare il rischio che la lotta contro le disuguaglianze tra Nord è sud si risolva in una nuova forma di imeprialismo tecnologico è necessario superare il determinismo che ha ispirato molti interventi orientati ad aumentare l'inclusione delle fasce più marginali della popolazione all'interno della Società dell'informazione. Cercare di oltrepassare l'immagine di un divario da colmare, in cui l'unica componente rilevante sia il tempo in cui gli information have-nots possano iniziare ad assomigliare sempre più agli haves, per muoversi verso una concezione delle ICTs come strumento duttile, che possa essere messo al servizio delle necessità locali.
Per dirla con le parole di Mattelart: “come le teorie della comunicazione si sono sganciate dalla definizione quantitativa, statistica dell'informazione proposta dal modello di Shannon-Weaver, così le teorie dello sviluppo devono abbandonare un corrispondente schema behaviorista della società, coerente con quello del progresso infinito che si diffonde dal centro verso le periferie, in cui il ricevente è condannato, in qualche modo, allo status di clone dell'emittente”.
Poca attenzione è stata finora dedicata al contesto all'interno del quale le ICTs sono andate ad inserirsi, privilegiando una prospettiva che ha riconosciuto alla microelettronica un potere di trasformazione delle pratiche sociali ben superiore della sua capacità (se non della necessità) di adattamento all'ambiente circostante. Nel programmare gli interventi da effettuarsi nel Sud del mondo buona parte dell'attenzione è stata dedicata a problemi di tipo infrastrutturale o allo studio delle nuove opportunità di comunicazione e contatto aperte dalla rete. In molti casi ci si è dimenticati che ogni innovazione non può fare a meno di innestarsi sulla tradizione precedente e che le discontinuità si sviluppano all'interno di contesti sociali e di culture organizzative che garantiscono la continuità, usando le nuove tecnologie per scopi preesistenti. Spesso è stata trascurata l'importanza di questi scopi preesistenti nel valutare l'impatto che le ICTs avrebbero potuto avere in situazioni ben diverse da quelle sperimentate nelle nazioni più industrializzate, caratterizzate da un forte impegno nella ricerca e sviluppo e da un ambiente culturale in grado di accogliere, utilizzare e stimolare le innovazioni.
Le tecnologie informatiche non possono innestarsi nel vuoto, ma necessitano di un contesto adeguato alla loro introduzione, di un complesso di ragioni che ne motivino l'utilizzo, per poter sviluppare a pieno i loro effetti.